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Dove Siamo

Nel 1884 il Ministero delle Finanze chiude il magazzino di San Giustino e poi lo riapre nel 1897. Il nuovo magazzino, ora sede del Museo, Ncollocato nei pressi dello scalo ferroviario, viene costruito
a spese del Comune che, pur di riavere l’Agenzia di ritiro dei tabacchi e procurare lavoro ai propri concittadini, contrae un mutuo di 35.000 lire.

I nuovi locali, inaugurati il 3 marzo 1897, vengono costruiti secondo le disposizioni
del Ministero e ceduti in uso gratuito al Monopolio.

Nel 1913, sull’onda della nuova tendenza del Monopolio a cedere ai privati la lavorazione premanifatturiera del tabacco, lo Stato appalta la gestione del Magazzino agli operai riuniti in cooperativa. Sorge così la Società
Anonima Cooperativa Preparazione Tabacchi, che poi ottiene anche una piccola Concessione Speciale. Nel 1921, però, gli aumenti salariali ai dipendenti delle Agenzie statali inducono a sciogliere la Cooperativa e a rinunciare alla Concessione.

Il Monopolio riprende la gestione dell’Agenzia e nel 1927 cede il magazzino a un gruppo di agricoltori riuniti nel Consorzio Tabacchicultori di San Giustino. In quel primo anno vengono coltivati 97 ettari di Kentucky con una produzione di 1.300 quintali lavorati in magazzino da 70 operai e operaie in quattro mesi di lavorazione. Nel 1938 il Consorzio acquista l’edificio dal Comune e lo amplia.

Tra il 1951 e il 1955 vengono costruiti i nuovi capannoni, adiacenti al vecchio complesso, in cui viene trasferita la cernita, le caldaie per gli essiccatoi e una parte del magazzino botti; inoltre, vengono inaugurati gli essiccatoi
e le sale cernita per il Sumatra. Nel 1955 il Consorzio produce più di 12.000 quintali su 550 ettari e nel magazzino sono impiegate 574 persone per 10 mesi l’anno.

Nel 1992 i locali vengono abbandonati e il Consorzio si trasferisce nei nuovi capannoni nella zona industriale. Nel 1998 il Comune acquisisce una parte dei locali e li destina a Museo.